Atleti di punta ma anche anziani, alti bassi, donne, ragazze, uomini, portatori di handicap avevano tutti uno sguardo concentrato davanti a loro come se vedessero la figura della loro fortissima volontà li a pochi passi fargli da lepre.
E’ stato commouovente, divertente, convincente e mi è rimasto dentro un gran senso di libertà, empatia e ammirazione per queste persone.
La maratona è andare avanti, sempre e comunque, soli con le proprie gambe, fino alla fine, senza scuse e senza poter cedere perchè se alzi gli occhi vedi un caompagno con tutt’altra aria che quella di un super uomo che mette comunque un passo davanti all’altro e se lo fa lui, allora vuol dire che lo posso fare anche io.

Questo modo di vedere le cose, nella vita di tutti i giorni, viene meno, troppo facile forse appoggiarsi alle ciambelle di salvataggio che ci siamo creati.
E invece è ora di correre di nuovo, tutti insieme, per arrivare in fondo, a qualsiasi costo contro noi stessi e contro il tempo, con noi stessi e con il nostro “tempo.” Comunque arrivare.
Ai Fori ci saranno state 50.000 persone, 15.000 atleti ed il resto pubblico di curiosio, parenti ed amici. Una Roma straordinaria.







E così mi fai rivivere quei fantastici intensi e faticosi momenti di gioia e libertà!
Penso che la maratona oltre ad essere un buon motivo per visitare una città, sia un’occasione per stare insieme a molta gente che condivide uno stesso pensiero, quello di affrontare con gioia e determinazione anche i momenti più difficili.
Penso che sia un buon motivo per ritagliarsi un pò di ore per poter finalmente ascoltare il proprio corpo.
E poi se non sei stato superficiale e non hai mentito a te stesso, finalmente vedrai l’arrivo che ti appaga di tutta la forza impiegata, fisica e mentale.
A Roma e’ stata una meravigliosa giornata.
Nicola.
un ultimo saluto a Marco Franzosi che ha terminato la maratona e poi ha lasciato questo mondo per trovarne spero uno migliore.