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Roma che si riscrive camminando

Si dice che le città parlino. che abbiano un loro linguaggio da saper leggere. Il turista, il cittadino, l’operaio, il negoziante, il netturbino prima di tutto sono lettori; lettori dello spazio urbano. Chi scrive in quello spazio? Tutti, dal vicino di casa al sindaco, chi al margine chi lasciando segni indelebili. Chi legge la città lascia tracce della sua lettura; scrive. La città è un testo.
No so se è davvero così ma voglio crederci e comincio a leggere. Voglio indagare in quel segreto che è vivere in una città. Cosa ci trattiene dall’abbandonarla quando diventa caotica, quali sono in punti di riferimento che ci offre per orientarci nella vita quaotidiana? Perchè sopportiamo i suoi rumori, gli odori. Che voce ha una città? Che voce ha Roma, oggi? Esco, apro occhi ed orecchie per cercare di coglierla e farla sentire a chi viene da fuori e vuol tornare a casa avendo “sentito” Roma, oltre ad averla vista. Una guida umana visto che di guide turistiche ce ne sono a milioni e le milgiori, forse, sono le lonely planet.

Quelli di Oltrecittà la raccontano benissimo con le loro camminate e lasciando tracce. Hanno scoperto cinque città fuori porta:


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